L’Occhio E’ La Porta

1. Mandala

Senza prevaricare o sovrapporre un discorso a quella che può essere invece esperienza, vorrei poter essere in grado di fornire, con questa mia “entrée”, nient’altro che una prospettiva di sguardo verso i lavori di Massimo Diosono.
E’ così che li ho vissuti sin dalla prima volta che mi posi davanti ad ognuno di loro nella mostra presso La Limonaia di Villa Fidelia a Spello. Uso questa espressione, mi posi davanti, perché è esattamente così che mi sono sentita: essi mi hanno attirato e , nel momento in cui mi parlavano un linguaggio sconosciuto ed inusuale, mi accorgevo che tutto quello che c’era da scoprire e da sondare, compresa la possibilità di comprensione, dipendeva dalla mia apertura, dal mio mettermi di fronte a loro, dalla disponibilità a saper guardare e, quindi, a saper vedere.
Stare di fronte ai MANDALA è un’ esperienza di visione che coinvolge l’occhio ma anche il corpo, direi l’interezza della persona .
Essi rapiscono la capacità percettiva dell’osservatore attirandolo nei loro meandri , all’interno dei reticoli che si auto definiscono e si strutturano.
Mi accorgo che anch’io, nello stesso momento, guardando, come in uno specchio, mi compongo, mi auto- definisco attraverso un ritmo equilibrante che oscilla tra allargamento dei cerchi ( la rotondità – l’ integrità naturale’), e i perimetri delle linee e dei quadrati ( la misura, la struttura – la ‘presa di coscienza dell’integrità).
Sono fagocitata all’interno di un movimento che ha, magicamente, lo stesso ritmo del respiro: espirazione – inspirazione, vuoto – pieno, espansione – contrazione, piccolo – grande, immutabile – mutabile…Andata – ritorno.
Sono io a creare un nuovo spazio di percezione, uno spazio dell’essere ( o meglio direbbe Jung , del Sé ) del dialogo, di un’apertura virtuale – perché invisibile – ma reale in quanto accade in altri strati della coscienza.
Il potere dei simboli, cerchio e quadrato, è attivato se, dallo spazio circoscritto, entro in una dimensione pulsante che riconosce la mia possibile lettura nei momenti successivi di rivelazione intuitiva, di approssimazioni graduali che la fantasia si limita a suggerire inventando e avvicendando le sue figure.
Il simbolo trasforma e compie una sublimante trascendenza.
Mi vengono offerte delle mappe di orientamento che, attraverso misteriosi e arcani consigli, si tramutano in piacere contemplativo, in disciplina dell’anima.
“…Non c’è limite alcuno alle dimensioni…”( Lao Tze)
Alto e Basso
Elevato e Profondo
Disegni delle cupole di ivan Intimi immensi pozzi

La fissità dei segni è direttamente proporzionale alla variabilità degli effetti da essa derivati.
Mi chiamo ad essere un ‘ospite vedente’, colei che si avventura nel percorso esterno e interno di luoghi non abitabili, se non in modo transitorio, ma nei quali riconosco una parte di identità, un lato di riflesso, una nota di accordo.
O di disaccordo.
Itinerarium mentis ( ed corporis ) ad vacuum: passaggi , tappe e percorsi di possibilità che si formano lungo un cammino che è nello spazio di Trebisonda ma che allo stesso tempo risuona dentro di noi.
Spazio …Tempo…Vuoto

2.La cenere

Spazio …Tempo…Vuoto.
Parole d’ordine per accedere alla porta dell’inconsistenza, della leggerezza, della dissoluzione, della fine e…del principio.
La cenere le comprende tutte in sé e da sé le rigenera. Polvere delle polveri. Visibile dell’invisibile.
Nel suo passato ha assunto le forme, nel presente le preserva distruggendole , per il futuro scrive possibilità infinite, ma sempre relative.
Silenzio dell’assenza.
Aria.

3. I King

Come a tracciare una chiave di apertura verso un’altra porta di conoscenza
Linee intere – Linee spezzate
Fissità – Mutamento
Continuità – Discontinuità

Aspirano al bilanciamento delle energie , si pongono a creare un equilibrato dinamismo di forze polari contrapposte. Il flusso dei mutamenti fluisce nelle linee degli esagrammi.

IL CREATIVO – Ch’ien – IL Cielo
IL RICETTIVO – K’un – La Terra

Tra le due polarità, Mare dello Yang (Du Mai ) e Mare dello Yin ( Ren Mai) che si compenetrano , c’è tutto l’essere umano e le sue proporzioni energetiche.
Oggetto ed evento coesistono nell’archetipo cosmico.
…A segnare sigilli di impalpabile, impercettibile ed intrinseca interdipendenza che correla gli elementi costitutivi dell’universo, che siano essi : soffio vitale (chi), principio matematico(so), legge immutabile ( li ), mondo fisico (ying)…
Regole di un pensiero non iconico che tende a cogliere, con un indicatore, la situazione del momento, la sua unica coincidenza.
Poiché a suggerire il percorso non è la logica occidentale che separa, sceglie, classifica, non è la causalità, bensì la consapevolezza di una sincronia che non può non accadere.
Ed è così che l’istante osservato è il totale di tutti gli ingredienti.

Esco, lasciando aperta una porta sull’interrogativo che il titolo, scelto per l’evento oggi, mi pone. ENTWERDEN : sottrarsi al divenire…
Per ricominciare.